ADEGUATI ASSETTI ORGANIZZATIVI, AMMINISTRATIVI E CONTABILI

GLI ADEGUATI ASSETTI SONO DIVENTATI UN OBBLIGO DI LEGGE MA DA SEMPRE SONO STATI UNA REGOLA DI BUONA PRATICA AZIENDALE.

 

 

I BRAVI IMPRENDITORI LO SANNO E PERTANTO NON SI SPAVENTANO. ANZI: SI VOGLIONO MISURARE PER CAPIRE DOVE STANNO LAVORANDO BENE E DOVE -INVECE- C’E’ DA MIGLIORARE.  

 

Gli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili seguono le seguenti regole e principi:

  • di corretta gestione consolidati, da sempre “sostenuti” da dottrina e prassi economico aziendale e applicati nella migliore prassi imprenditoriale;
  • elaborati per garantire (a tutela di soci e amministratori) il corretto ed efficiente svolgimento dell’attività sociale, migliorare le performances, consolidare il profitto, prevenire rischi di commissione di atti illeciti, prevenire situazioni di crisi e adottare, in loro presenza, gli opportuni interventi per superarle

 

Ma quali sono le misure da adottare?

 

Sono stati individuati da più parti 5 indici di adeguatezza, che ti elenchiamo qui sotto:

 

  1. Implementazione di un organigramma basato su chi fa e che cosa fà

Le domande che mi devo porre come imprenditore sono: a) sono in grado di identificare all’interno della struttura aziendale quali sono le figure chiave? 2) Per ogni figura che ho identificato, ho definito ruolo e compiti e se ho dato loro deleghe e responsabilità e, laddove sia necessario, conseguenti poteri autorizzativi e di firma?

 

  1. Definizione dei principali processi aziendali e fissazione di precisi flussi informativi.

L’imprenditore deve avere cognizione di tutti i processi aziendali per poi poterli controllare e verificare eventuali inefficienze.

 

  1. Identificazione e monitoraggio dei rischi d’impresa.

 

L’imprenditore deve essere in grado di fare una valutazione prognostica e prospettica dell’attività d’impresa dove occorre identificare, valutare, monitorare e gestire i principali rischi a cui è soggetta l’attività aziendale:

 

  • RISCHI STRATEGICI, legati alla capacità dell’azienda di competere sul mercato;
  • RISCHI FINANZIARI, che vanno a incidere sulla liquidità aziendale;
  • RISCHI DELLA GLOBALIZZAZIONE, legati alle interdipendenze di carattere economico, sociale, culturale, politico e tecnologico tra le varie nazioni;
  • RISCHI OPERATIVI, legati alla gestione operativa dell’azienda;
  • RISCHI PURI, generati da danni materiali che possono portare un danno economico all’azienda.

 

  1. Clima Aziendale, formazione, innovazione

L’imprenditore deve conoscere il grado di soddisfazione dei suoi collaboratori e far sì che il luogo di lavoro sia anche un sistema idoneo ad accrescere le competenze professionali. Ciò porta a migliorare la performance aziendale e crea le condizioni per l’ottimizzazione del clima aziendale.

Di pari passo con la formazione, va l’innovazione di prodotto o di processo.

Il buon imprenditore è quello che è sempre alla ricerca di soluzioni innovative questo gli permette di rimanere competitivo.

 

  1. Pianificazione economico-finanziaria e controllo di gestione.

L’imprenditore deve avere ben chiaro quali saranno i risultati della sua azienda nell’immediato futuro. Ecco perché deve essere in grado di fare una pianificazione economico finanziaria che va da un minimo di 12 mesi, a piani di 3-5 anni.

Una pianificazione corretta deve tener conto dello scenario in cui l’azienda opera, del comportamento dei competitor ma soprattutto deve conoscere quali saranno i comportamenti dei propri clienti, nonché i punti di forze e debolezza della azienda.

Sulla base di queste informazioni deve decidere quali azioni porre in essere, tutto questo si traduce nella mappa strategica.

Questi elementi (che sono di carattere qualitativo) devono essere misurati e trasformati in dati quantitativi per essere riportati nei rendiconti economici e finanziari.

Periodicamente (almeno trimestralmente) occorre poi verificare tramite il controllo di gestione che quello che abbiamo pianificato si sia realizzato, o se non si è realizzato capirne le cause e gli effetti provocati, e apportare le correzioni.

 

Conclusioni

Ogni imprenditore dovrebbe verificare, a prescindere dalla normativa in essere, di avere un adeguata gestione aziendale ovvero di avere degli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili.

 

Sono tantissimi gli imprenditori virtuosi, che necessitano solo di un piccolo aiuto per far emergere in modo evidente l’adeguatezza della propria gestione.

 

Esistono degli strumenti di misurazione che aiutano l’impresa a verificare se esistono delle lacune gestionali, come il Misuratore e il Cruscotto Aziendale, basati sulla Balanced Scorecard BSD.

 

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