CHE FINE FA L’UTILE D’ESERCIZIO?

 

“Ma l’utile che ho iscritto a bilancio, che fine fa? Perché io non lo vedo, il saldo sul conto corrente è sempre lo stesso se non inferiore”

 

Una delle domande più ricorrenti dei nostri clienti è senz’altro quella che hai appena letto.

 

Le aziende vedono un utile iscritto a bilancio, che però non combacia con il saldo presente sul conto corrente. Come mai? La risposta è molto semplice: manca il rendiconto finanziario!

Oltre al Conto Economico e allo Stato patrimoniale (i due prospetti che compongono il bilancio di esercizio) per i nostri clienti predisponiamo anche il Rendiconto Finanziario, che analizza i flussi finanziari da un anno all’altro.

Analizzando insieme al cliente il rendiconto finanziario, si è in grado di capire le dinamiche della gestione aziendale in termini di flussi finanziari, cioè quanta cassa la gestione aziendale è in grado di generare.

La prima cosa che fa emergere il rendiconto finanziario è quanto viene generato dalla gestione reddituale.

 

AUTOFINANZIAMENTO

In primis, si procede con la determinazione dell’autofinanziamento che è uguale all’utile d’esercizio più gli accantonamenti effettuati durante l’anno (accontamento trattamento fine rapporto, accantonamento fondo svalutazione crediti ecc.) e gli ammortamenti. Si tratta di costi che, seppure devono essere considerati nel conto economico, non generano flussi di cassa in uscita.

 

UTILE D’ESERCIZIO + AMMORTAMENTI + ACCANTONAMENTI = AUTOFINANZIAMENTO

Determinato l’autofinanziamento, occorre andare ad aggiungere o togliere le variazioni in aumento o in diminuzione delle voci di credito o di debito che determinano le entrate e uscite finanziari di breve periodo.

 

CAPITALE CIRCOLANTE NETTO

Per fare ciò, occorre prendere in considerazione le variazioni intervenute nell’anno nei crediti commerciali, nel magazzino, nei crediti tributari e le variazioni intervenute nell’anno dai debiti commerciali, debiti vs, debiti tributari  ecc.

In sintesi, occorre prendere in considerazioni le variazioni del Capitale Circolante Netto, che è la differenza tra i crediti a breve + il magazzino – i debiti a breve) tenendo presente quanto segue:

 

  • CREDITI VS CLIENTI

una variazione in aumento dei crediti verso clienti comporta che tale incremento debba essere sottratto all’autofinanziamento, in quanto tale aumento rappresenta il minore ammontare incassato dai clienti rispetto ai ricavi di competenza dell’esercizio e accreditati al conto economico; al contrario una variazione in  diminuzione dei crediti deve essere sommato all’autofinanziamento in quanto rappresenta il maggior ammontare dei crediti incassati rispetto ai ricavi di competenza dell’esercizio e accreditati al conto economico;

 

  • MAGAZZINO

una variazione in aumento delle rimanenze è sottratto all’autofinanziamento, al contrario una diminuzione delle rimanenze che è sommato all’autofinanziamento. Questo perché le variazioni del magazzino generano delle componenti di reddito che non generano flussi finanziari.

 

  • DEBITI VS FORNITORI

una variazione in aumento dei debiti verso fornitori è sommato autofinanziamento, in quanto rappresenta una parte di costi della produzione non ancora pagata) al contrario una variazione in diminuzione dei debiti verso fornitori è sottratto autofinanziamento, in quanto rappresenta una parte di costi della produzione pagati;

N.B:  Quanto sopra vale per tutti i crediti e debito di breve periodo

 

Riassumendo

 

AUTOFINANZIAMENTO +(-∆ CREDITI A BREVE) + (-∆ MAGAZZINO) +(-∆ DEBITI A BREVE) = FLUSSI GENERATI DALLA GESTIONE DEL CAPITALE CIRCOLANTE NETTO (CCN = crediti a breve + magazzino –debiti a breve)

 

A questo punto, occorre verificare se nell’anno ci sono stati nuovi investimenti, disinvestimenti, se sono stati accesi nuovi finanziamenti, se il debito residuo dei mutui/finanziamenti in corso si è ridotto, ci son stati apporti di capitale o finanziamento soci.

 

FLUSSI GENERATI DALLA GESTIONE DEL CAPITALE CIRCOLANTE NETTO (CCN = crediti a breve + magazzino –debiti a breve)

-INVESTIMENTI  

+DISINVESTIMENTI

+-FLUSSO FINANZIARIO DELL'ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO

+ NUOVI MUTUI/FINANZIAMENTI

-∆ DEBITO RESIDUO MUTUI/FINANZIAMENTI

+ AUMENTO CAPITALE SOCIALE

-DISTRIBUZIONE UTILI

+-FLUSSO FINANZIARIO DELL'ATTIVITÀ DI FINANZIAMENTO  

=SALDO DI CASSA

= SALDO BANCHE

 

Dopo tutte queste operazioni, finalmente ecco trovato il saldo di cassa!

Come avrai capito, il rendiconto finanziario è uno strumento moto utile infatti permette all’imprenditore di capire le dinamiche finanziarie dell’aziende ed apportare le correzioni opportune per migliorare la tesoreria aziendale.

 Per essere efficace il rendiconto andrebbe fatto almeno trimestralmente, e dovrebbe essere accompagnato da un rendiconto previsionale che tenga conto delle correzioni che vengono di volta in volta decise.

Un buon utilizzo del rendiconto finanziario permette una migliore gestione dei clienti e dei fornitori, del magazzino nonché di programmare gli investimenti!

 

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