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Più passano i giorni, e più si avvicina la fatidica data del 30 giugno (data ultima, a seguito della proroga prevista nel D. Cura Italia, per l'approvazione dei bilancio 2019), che sancirà un taglio netto rispetto al passato per molte aziende.

Entro quella data infatti, le società che negli ultimi due esercizi precedenti abbiano superato almeno uno dei seguenti parametri,

  • 4 milioni di euro del totale dell’attivo di bilancio;
  • 4 milioni di euro delle vendite e delle prestazioni;
  • 20 dipendenti occupati in media durante l’esercizio.

Avranno l’obbligo di nominare un organo di controllo (collegio sindacale, sindaco unico o revisore) per la loro azienda.

Per molti imprenditori, questo vincolo rappresenta un vero e proprio spauracchio, perché hanno paura di perdere il timone della loro azienda e di non poter essere più liberi di prendere decisioni personali.

Ma è davvero così? Oppure la realtà è diversa?

A dire il vero, questo sistema nasce dal nuovo codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019), con l’obiettivo di prevenire la crisi d’impresa e conservare la continuità aziendale.

Sappiamo benissimo quanto possa essere difficile accettare che una figura esterna prenda decisioni aziendali al posto tuo. Ma ancora peggio sarebbe dichiarare il fallimento della società, con tutte le conseguenze (economiche, umane e psicologiche) del caso.

La nomina del revisore legale infatti, prevede di intercettare sintomi di difficoltà economica -utilizzando indicatori ed indici di varia natura e introducendo nuovi obblighi a carico delle società- ed evitare che l’azienda possa finire in guai peggiori.

Nello specifico, la figura nominata si preoccuperà di verificare:

  • l’adeguatezza dell’assetto organizzativo dell’impresa;
  • l’esistenza dell’equilibrio economico finanziario;
  • la stima del prevedibile andamento della gestione.

In sostanza, il revisore aiuterà l’azienda ad intraprendere un percorso virtuoso atto a migliorare i processi aziendali, valutare la continuità aziendale e cogliere tempestivamente segnali di inefficienze che, se trascurati nel tempo possono portare alla crisi.

Riteniamo dunque che la nomina del revisore legale non debba spaventare gli imprenditori che fanno bene il proprio mestiere.

Quelli che già in questo momento stanno soffrendo invece, dovranno dotarsi di uno strumento di controllo interno se non vogliono perdere le redini della propria impresa.

Il nostro studio ha iniziato con i propri clienti un percorso per l’implementazione di un sistema di controllo interno, basato sul modello “balanced scorecard” e perfettamente aderente alle disposizioni di cui all’art. 2086 c.c. 2° comma.

Il suo nome è “Cruscotto di Controllo Aziendale”, uno strumento utilissimo per le PMI ideato dal Prof. Simone Brancozzi e con il quale lo studio ha avviato una interessante e proficua collaborazione professionale.

La cosa davvero interessante del Cruscotto di Controllo è che si tratta di un modello che analizza l’azienda nella sua totalità prendendo in considerazione aspetti che spesso e volentieri vengono tralasciati quando si effettuano determinate analisi.

Il modello suggerisce di guardare l’organizzazione da quattro differenti prospettive:

• la prospettiva dei clienti;
• la prospettiva dei processi interni di gestione;
• la prospettiva dei processi di apprendimento e di crescita;
• la prospettiva economica - finanziaria.

Il miglioramento di un’area si riflette inevitabilmente sulle altre, soprattutto in considerazione del fatto che l’impresa è considerato un insieme “sistemico” ossia un sistema di relazioni ed interrelazioni tra loro interconnesse per portare al successo duraturo un business. In una simile ottica, assumono un’importanza strategica elementi come la vision, la mission e altri aspetti che hanno a che fare con la strategia complessiva dell’impresa.

In pratica, se sono in grado di ricercare il nesso CAUSA - EFFETTO fra l’azione da compiere ed il numero che scaturirà in bilancio, mi basterà controllare l’azione affinché questa genererà il numero desiderato.

Come da applicazione dell’art. 2086 del c.c., in cui “l’imprenditore collettivo ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alla dimensione dell’impresa anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi d’impresa e della perdita di continuità aziendale”, l’adozione di un sistema di controllo interno riduce sia il rischio di revisione, sia la responsabilità degli amministratori.

Avere pertanto uno strumento aziendale come il Cruscotto di Controllo, non solo farà crescere la tua azienda, ma ti permetterà di continuare a prendere decisioni in completa libertà e indipendenza!

Per qualsiasi informazione relativa al Cruscotto di Controllo, contattaci inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o chiamaci al ☎ 035 224114!

A presto, Castelli e Associati

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